L'acqua non si vende, rispettiamo i referendum!

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Le notizie secondo cui entro il 30 settembre 2015 Genova, Savona e Imperia debbano rifare le procedure di riaffidamento del servizio idrico integrato apre un piccolo spiraglio per ripubblicizzare il servizio idrico e quindi rispettare la volonta' referendaria della maggioranza degli aventi diritti al voto in Liguria.

Infatti, per quanto riguarda la provincia di GENOVA l'ostacolo tecnico maggiore era che la gestione del servizio idrico integrato e' stato affidato per 30 anni senza alcuna gara a Mediterranea delle Acque (societa' del gruppo Iren OGGI a MAGGIORANZA PRIVATA) nel 2008.
Ogni scelta di gestione pubblica avrebbe dovuto passare sotto le forche caudine del pagamento degli indennizzi a chi aveva la gestione del servizio fino al 2038
Oggi questo ostacolo non c'e' piu'.
La citta' metropolitana e gli enti locali che la costituiscono si trovano di fronte alla scelta di affidare a un soggetto di diritto pubblico (consorzio dei comuni ad esempio) o bandire una gara per un soggetto interamente privato come previsto dalla Comunita' Europea.
Oggi LA CITTA' METROPOLITANA e' gestita da un accordo trasversale che da Forza Italia a Sel, fuori dal consiglio a causa del fortissimo sbarramento per la presentazione delle liste il movimento 5 stelle e la sinistra, ma se crescesse un forte movimento forse i notabili che gestiscono in maniera tecnocratica la citta' metropolitana potrebbero ricordarsi del mandato popolare dell'13 giugno 2011.

Antonio Bruno, capogruppo FdS V Municipio Valpolcevera