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Licenziamenti Ericsson: a Genova e a Pisa una mobilitazione comune della sinistra antiliberista

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Giugno 2016: la Ericsson annuncia decine di licenziamenti per una  ristrutturazione nazionale, e non per motivi legati alla crisi economica. Sono interessati anche Genova e Pisa, poli per i quali la multinazionale ha  incassato o sta incassando milioni e milioni di euro: in progetti di  ricerca e in infrastrutture (come il Parco Tecnologico Erzelli a Genova).

Questi investimenti, volti a favorire iniziative industriali ad alto  impiego di ricerca e sviluppo, si rivelano quindi non più attuali; le spese  in parte non sono riesigibili. Ciò, a fronte di una durissima scelta  aziendale del tutto unilaterale.
 
Le istituzioni hanno speso per la ricerca, l'innovazione e l'alta qualità,  ma hanno di fatto favorito un gruppo grande e potente e non la costruzione  di un tessuto economico locale indipendente, in grado di mettere a frutto  le competenze costruite col sistema formativo del Paese nei diversi  territori. Guidate da un'idea vecchia di sviluppo, si sono rese inermi  davanti a questi colossi.
Fine agosto: ultima fumata nera e scelta, da parte di Ericsson, di  proseguire nella dismissione nonostante la mobilitazione e la protesta.
 
Che fa il governo Renzi? E' compiacente: non solo non si muove e non  intraprende iniziative per tutelare gli interessi dei lavoratori e delle  lavoratrici, ma preferisce prestarsi ad iniziative di propaganda,  partecipando al meeting annuale di Ericsson. E questo, dopo che la  multinazionale si è rifiutata di sedersi al Mise per discutere dei tagli  annunciati. Tutto ciò è inaccettabile!
 
In base ad un'idea predatoria dell'economia, Ericsson sottrae risorse ai  territori e, ora che ha incassato tutto il possibile, scappa. Senza che ci  sia alcuna crisi. Chi riceve finanziamenti pubblici deve esserne  responsabile. Quindi, la multinazionale deve restituire quanto ha avuto, e  devono essere bloccate le ulteriori forme di finanziamento previste. Gli  enti pubblici devono potersi rivalere sull'azienda per i danni  socio-economici determinati dalla sua azione.
 
Non basta la Legge di Stabilità 2014, che parla di restituzione dei  contributi pubblici se le aziende delocalizzano in paesi extra-UE e c'è una  perdita del 50% dell'occupazione. Non basta soprattutto quando le aziende  possono fare assunzioni precarie e trasferimenti giocando sui numeri dei  lavoratori e delle lavoratrici e potendo sostenere che non delocalizzano  affatto!
 
Noi, consiglieri comunali di Genova e Pisa, nel 2001 eravamo alla  manifestazione contro il G8: oggi, conseguenti con quello che abbiamo sempre detto e fatto, esprimiamo sostegno e solidarietà nei confronti dei  lavoratori e delle lavoratrici nella loro vertenza con i vertici aziendali  di Ericsson. Saremo ancora una volta in piazza al loro fianco per chiedere  il ritiro del Piano di ristrutturazione e licenziamenti e la tutela di  tutti i posti di lavoro. Contemporaneamente, lavoriamo perché i principi  del neoliberismo su cui l'azienda si muove vengano finalmente messi in  discussione a partire dalle loro fondamenta.
 
A Pisa abbiamo ottenuto l'approvazione di un atto di indirizzo per una  legge regionale sull'insediamento di multinazionali nei nostri territori,  subordinandone la presenza al rispetto di criteri di politica industriale  basati sul principio dello sviluppo sostenibile e della responsabilità  sociale e ad una serie di vincoli per non permettere delocalizzazioni speculative.
 
A Genova siamo riusciti a far approvare un ordine del giorno sulla tutela  occupazionale, che chiede coordinamento tra le istituzioni locali  interessate dalla vertenza in modo da aprire un confronto con il Governo e  le Regioni, affinché i bandi per lo sviluppo della banda ultra larga  prevedano per chi partecipa incentivi e vincoli per l’occupazione e gli  investimenti in Italia.
 
Incalzeremo i sindaci delle nostre città perché lavorino insieme, attivando  anche gli uffici legali per intraprendere azioni che mirino alla  compensazione dei danni sociali ed economici che questa multinazionale sta  provocando nei nostri territori.
 
Noi coordineremo il nostro lavoro. Camminando insieme, perché non deve più  accadere che un singolo territorio sia solo ad affrontare colossi.
 
Ciccio Auletta, Antonio Bruno, Clizia Nicolella,    Gian Piero Pastorino, Marco Ricci  (consiglieri comunali di Genova e Pisa per Una città in Comune, PRC, Lista Doria, Federazione della Sinistra)

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