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In ricordo di Carlo Masoero: uomo, compagno, amico

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Carlo se ne andato durante il viaggio che da tempo preparava e attendeva: è morto in montagna, nella parte indiana dell’Himalaya, a causa di una caduta accidentale. Il suo corpo è stato trovato il 24 settembre, esattamente cinque anni dopo la scomparsa, per un brutto male, della sua amata moglie Vera.

Carlo si era formato politicamente nel movimento studentesco genovese, poi il P.C.I., la nuova sinistra, Democrazia Proletaria, fu tra i fondatori di Rifondazione Comunista, nel 1991.

Venne nel cuneese per fare l’insegnante, prima alle medie poi al liceo, ed a Fossano sono nati 5 dei suoi 6 figli.

Per anni si occupò di migranti fondando un giornale “Di tutti i colori” che ha avuto una grande importanza nel cuneese e non solo. Carlo era un militante di grande preparazione culturale ma anche d’azione: tante e tanti sono stati ospiti a casa sua, oltre al giornale gli sportelli sociali che si occupavano delle difficoltà e delle esigenze dei migranti, tanti riunioni ed iniziative.

Carlo era profondamente antirazzista, per lui era una discriminante: per anni “gli ho fatto il filo” chiedendogli un impegno diretto della direzione politica di Rifondazione in Provincia: Carlo era un Comunista che odiava “le liturgie di partito”, le riunioni inutili. Era diretto, sincero, diceva quello che pensava, senza giri di parole, e faceva quello che diceva. Aveva coraggio e si buttava in prima persona.

Poi un bel giorno, qualche anno fa, si presentò in sede e con l’ironia che lo contraddistingueva mi disse che aveva deciso di farmi “da segretario”…. Cominciò così il lavoro assiduo nella direzione del Partito, accettò anche di entrare a far parte del Comitato Politico Regionale del Piemonte (per darmi una mano, diceva..) poi la battaglia per il diritto casa, con la nascita dello sportello casa, poi l’Unione Inquilini. Tante assemblee, la battaglia vinta contro il tentativo di vendere all’asta le case popolari. Quando decidemmo di occupare il Consiglio Comunale di Cuneo per chiedere con forza la liberazione del Palazzo Uffici Finanziari, lui dormì in una tenda di fronte al Municipio, in segno di solidarietà. Poi la lotta internazionalista a fianco della Grecia, messa sotto attacco dalla troika europea, si inventò l’associazione di amicizia Cuneo-Grecia, i viaggi per stabilire un gemellaggio serio e duraturo con ilo centro di “Solidarity for All” del Pireo (Atene). Era ovunque, sempre in movimento. Mentre facevamo un’iniziativa già pensava a quelle seguenti. Mi ripeteva spesso che dovevamo essere come una colonna partigiana, mobilissimi, militanti, usando la tattica del “mordi e fuggi”.

Carlo era una Compagno che approfondiva tutto: si preparava seriamente ad ogni riunione, ad ogni iniziativa, non era malato di “liderismo”, anzi, spesso i suoi silenzi, la sua capacità di ascolto, il suo sguardo pesavano più di tante parole. Era diretto, preciso, non le mandava a dire. Pensava ai particolari: ricordo quando una volta decidemmo di occupare simbolicamente uno stabile pubblico in disuso per alcuni giorni, mi fece notare che avevamo pensato a tutto per resistere ma non ai nostri bisogni fisici.

Carlo approfondiva tutto, anche i rapporti umani: sapeva essere duro (in primis con se stesso) ma di una generosità e di una dolcezza infinite. Distingueva i militanti tra quelli che hanno bisogno di “pasti regolari” e quelli che possono saltare i pasti pur di far politica, da buon genovese lui andava avanti con un pezzo di focaccia. Credeva e praticava il conflitto sociale senza perdere di vista la rappresentanza politica. Aveva “fiuto” le azzeccava tutte, la battaglia per la “liberazione” del Palazzo Uffici Finanziari è stata una sua pensata. Ogni tanto lo sfottevamo per questo suo incaponirsi, per questo suo martellare continuo sulle cose da fare: era ironico, sapeva divertirsi anche degli sfotto’altrui. Quando discutevi duramente immancabile era la telefonata o la mail del giorno dopo, per chiarirsi. Amava la precisione e la puntualità (alle riunioni esordiva spesso dicendo “scusatemi se sono puntuale” quando i quarti d’ora accademici spesso diventavano mezze ore per aspettare tutti quanti). Aveva una preparazione fisica invidiabile, camminava moltissimo in montagna, faceva bagni tutto l’anno al mare ed il nonno a tempo pieno: le nostre telefonate con sottofondo di bambini piangenti mi mancheranno moltissimo.

Non l’ho mai sentito lamentarsi: quando non ce la faceva più chiudeva gli occhi e faceva un pisolino, lì dove si trovava. Ci ha lasciato un vuoto enorme, umano e politico, ed un sogno che accarezzava da anni: trasformare la nostra sede di Cuneo in un vero Centro Sociale, una “casa di quartiere” con servizi, sportelli sociali ed iniziative politiche culturali, doposcuola. Ci siamo sentiti mentre stava partendo per questo ultimo viaggio, che aveva preparato minuziosamente. Mi diede le consegne per telefono sulle cose che dovevo fare in sua assenza. Gli dissi di godersi il viaggio e di stare tranquillo che non avremo perso tempo in sua assenza. Era spesso in giro per l’Europa avendo figli sparsi un po’ ovunque. Era contento perché tra voli e coincidenze sarebbe riuscito a tornare sabato 30 settembre, per la nostra Festa in Rosso di Cuneo. Carlo era così, sempre un passo avanti.

Ciao Carlo, uomo, Compagno, amico.

Fabio Panero, segretario regionale piemontese del PRC

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