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Fascisti a Genova: tanto tuonò che piovve

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L’aggressione perpetrata da due fascisti ai danni di una compagna del PCL genovese, e, poco prima, il loro tentativo di danneggiare manifesti e bandiere della festa del PCL, debbono servire da lezione e monito per chi pensa che i gruppi fascisti siano da considerarsi Partiti alla stregua di tutti gli altri e che l’apertura di qualche loro sede a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, sia un qualcosa da permettere, da far fare in nome della democrazia.

Non è così: quello che i fascisti fanno nel 2017 non si differenzia molto da quello che facevano nel 1930!

Odio razziale nei confronti degli immigrati, “difesa dell’italianità”, che equivale a dire che padroni e lavoratori sono sulla stessa barca e che, pertanto, i sindacati se ne devono stare zitti, anzi, che non debbono esserci, misoginia ed odio contro qualsiasi cosa che sia diverso dai loro canoni. Il più delle volte recitano questo spartito vestendo giacca e cravatta, provando a nascondersi dietro sedicenti comitati civici; altre volte, come questa volta, tornano ad indossare stivali ed elmetti.

Il Partito della Rifondazione Comunista, oltre ad esprimere la fervida solidarietà con la compagna vittima dell’aggressione e a tutto il PCL, garantisce che sarà sempre in prima fila per denunciare, emarginare, combattere i rigurgiti fascisti, a Genova e nel mondo intero. Il PRC sarà sempre al fianco dell’ANPI e dei Comitati Antifascisti, in tutte le iniziative che questi vorranno assumere, verso la piena applicazione dei valori costituzionali, scritti grazie al sangue dei partigiani, fautori della sconfitta del nazifascismo.

PRC Federazione di Genova

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