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No al referendum farsa!

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Come giustamente affermate nella vostra mozione l’articolo 116 della Costituzione già stabilisce la possibilità di attribuire alle Regioni “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”.

Mi piacerebbe capire quindi quali siano le “iniziative” a cui vi riferite nell’impegnativa, se tra queste vi fosse la proposta referendaria come avvenuto in Veneto e Lombardia, ritengo che questa sia tecnicamente e giuridicamente inefficace.

L’unica certezza di questo referendum sono gli enormi costi previsti: tra i 40 e i 50 milioni di euro. 22 milioni solo per l’acquisto dei tablet per il voto elettronico come avvenuto in Lombardia.

Non poco per un referendum farsa, uno spot elettorale che pagano i cittadini.

I sostenitori di quei referendum dicevano che vogliono fare arrivare nelle regioni del nord maggiori risorse: in continuità con il pensiero politico della Lega di Bossi si ripropone l’egoismo sociale secessionista come ricetta per affrontare la crisi.

Si vuole rompere la solidarietà nazionale, colpire le popolazioni del centro e sud Italia, proprio là dove Salvini cerca di crescere il proprio consenso agitando il tema della sicurezza connesso alle migrazioni.

Una bella contraddizione di cui la Lega non si cura.

Questo referendum non è che il tentativo di compiere un passettino più in là nel percorso di distruzione, anche in Italia, della coesione sociale e nazionale.

E’ evidente il tentativo di governare il malessere sociale che serpeggia ora anche tra noi, grazie alle politiche neo liberiste propinateci per più di vent’anni.

Politiche che ormai mostrano i loro limiti in quanto hanno reso ricche unicamente la grande finanza e le classi sociali apicali mentre sta rendendo tutte le altre classi, soprattutto la classe media, sempre più povere

Davide Ghiglione, capogruppo "Chiamami Genova-Putti Sindaco" V Municipio Valpolcevera