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Uno schiaffo alla nostra città!

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La caduta di un ponte è un elemento quasi imponderabile in un paese “normale”, purtroppo l'Italia non è tutto questo: dalle indagini della Procura stanno scaturendo fatti gravissimi quali carenze progettuali, modalità costruttive sciagurate attuate con materiali scadenti o assenti, manutenzioni solo di facciata, denari distratti da quanto necessario e impiegati in faraoniche opere inutili.

La strage del Morandi e tutto quel che ne consegue e conseguirà, viene da lontano, non si è creata il 14 agosto: è figlia di una politica che invece di porsi al servizio dei cittadini, ha saputo solo prendere, sfruttare, tutelare i propri interessi, mirare esclusivamente ad un facile consenso elettorale.

Si è potuto constatare come, a fronte di un riconosciuto seppur insufficiente iniziale attivismo delle autorità locali, il governo abbia prodotto un decreto ed una scelta commissariale che sono uno schiaffo irrispettoso alla città di Genova, da cui si evince come chi ci governa sia subordinato ai grandi interessi privati, al raggiungimento di un facile consenso elettorale, che viene anteposto all'interesse del bene comune, a procedure permeabili al sistema mafioso.

Non solo, a fronte di un primo tentativo, subito ampiamente sconfessato dai fatti, di addossare la responsabilità della strage ai comitati e ai partiti che da anni si oppongono alla costruzione di Terzo Valico e Gronda, si è scelto di andare avanti con queste opere devastanti ed inutili, affidate ad imprese che sono oggetto di indagini giudiziarie per il loro operato, imprese che, nonostante ciò, parteciperanno alla ricostruzione del ponte.

Il procedere delle attività commissariali sono state connotate da una mancanza totale di condivisione e trasparenza con tutte quelle agenzie politiche, tecniche e sociali che avrebbero dovuto avere voce rispetto a scelte che coinvolgono la vita di quasi centomila persone, che non hanno tenuto conto di possibili e verificabili progettualità alternative che proponevano soluzioni di eventuale recupero del residuale, con minore impatto sulla salute dei cittadini e sul territorio, che non hanno ancora previsto un protocollo procedurale concreto da attuare con le agenzie governative deputate alla tutela della salute pubblica.

Ed è proprio su questa grave, purtroppo non sola, mancanza, che poniamo l'accento, intervenendo con questo comunicato stampa a sostegno del Presidio che domani 11 gennaio si svolgerà davanti a Palazzo Tursi per dare voce agli abitanti limitrofi alla “zona rossa”. 
Cittadini che si troveranno a vivere in un enorme cantiere per anni, tra rumori assordanti, polveri tossiche, ruspe, camion e quant'altro preveda la demolizione e ricostruzione di un'opera a sostituzione del Morandi. 
Cittadini per i quali non è stata prevista nessuna misura di tutela, quasi fosse ovvio offrirli come vittime sacrificali sull'altare dell'archistar di turno.

Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Genova

Circolo Prc "Gramsci" Valpolcevera

Circolo Prc "Lenci" S. Teodoro

Davide Ghiglione  Consigliere V Municipio Valpolcevera "Chiamami Genova Putti Sindaco"

Sergio Triglia Consigliere II Municipio Centro Ovest "Potere al Popolo - Rifondazione Comunista"

foto tratta da www.telenord.it