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Contro il decreto "sicurezza"

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Il decreto sicurezza rappresenta un grave problema di sicurezza per le nostre città. Soprattutto per le grandi città che, improvvisamente, si ritrovano, centinaia o forse migliaia di persone prive dell’iscrizione anagrafica.

Rifiurarsi di applicare il cosidetto decreto sicurezza significa restare umani tutelando i diritti fondamentali della persona, rispettando la Costituzione  (sulla quale i sindaci hanno giurato) ma anche la stessa legge vigente

E evidente la palese incostituzionalità – e anche il conflitto con numerose norme comunitarie – del decreto sicurezza sotto molteplici punti di vista, e dall’altro il fatto che è proprio rispettando la legge ordinaria che l’iscrizione anagrafica è doverosa. Insomma quanto hanno fatto Palermo e Napoli in primis è un atto di “obbedienza civile” oltre che di obbedienza costituzionale e morale.

Un rispetto della Costituzione e delle norme che dovrebbe seguire ogni Comune  anche per auto tutelarsi nel caso di dovuti e giusti ricorsi giudiziari da parte dei migranti colpiti dai provvedimenti governativi discriminatori e o da una loro scorretta applicazione, che coinvolgesse per una cattiva condotta il comune stesso.  

Inoltre con la chiusura di fatto degli Sprar i costi ricadranno sui Comuni, che dovranno farsi carico dei servizi sociali e dell’emergenza alloggiativa.

Il governo fa quindi propaganda sulla pelle dei migranti, ed in più scaricando sugli enti locali il dramma sociale: una scelta che dovrà chiamare in causa, da parte dei Comuni, anche la giustizia contabile, a cui il governo dovrà rispondere.

Insomma è necessario ribaltare la narrazione corrente:  rispettare la Costituzione e la legge significa respingere  gli obbiettivi del cd decreto “sicurezza”, che invece punta ad un operazione di proliferazione della marginalità sociale, della “cancellazione” burocratica dei migranti, lasciati in buona sostanza in mezzo ad una strada e che – anche in punta di diritto – le comunità locali devono contribuire a sostenere nei loro diritti e nelle loro necessità. Insomma è questo governo – seguendo una strada, per altro già percorsa dal precedente esecutivo,  di identificazione tra immigrazione e criminalità  – che viola i diritti, la giustizia, ma anche la legalità.

Sara Gallo

Davide Ghiglione

Consiglieri municipali lista "Chiamami Genova - Putti Sindaco" V Municipio Valpolcevera