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Quando il rock cominciò a vedere la luce

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Quando uscì il primo disco dei Velvet Underground, quello con la banana di Warhol in copertina e con Nico alla voce il rock alternativo non si sapeva neppure cosa fosse.

Tutti i gruppi musicali fino a quel momento oscillavano tra blues e pop, variamente mescolati. Quel disco segna uno spartiacque e da quel momento nasce la storia del rock alternativo. Una storia che ancora oggi è ben evidente e risuona in ogni disco indie che si rispetti. La storia della musica, come tutte le storie culturali, è fatta di salti e di rotture. Al momento non ti rendi conto. Dopo venti anni sei ancora lì a rimasticare le vecchie cose. Con tutto il rispetto per i Beatles o i Rolling Stones, la rottura di Lou Reed, John Cale e gli altri Velvet Underground è il passaggio fondamentale per capire lo sviluppo del rock alternativo e/o underground fino ai giorni nostri. Esistono probabilmente due filoni fondamentali, quello tracciato dai primi tre dischi dei Velvet Underground (forse si potrebbe recuperare anche il quarto) e quello tracciato dai primi tre lavori degli Stooges di Iggy Pop. Punk, psichedelia, paysley underground, hardcore e altro da lì nascono ed evolvono.

Gli echi dei Velvet Underground si trovano nei più grandi gruppi rock della nostra storia. Ancora oggi campioni come Radiohead o Yo la Tengo vengono da quel percorso inaugurato con quel vinile bianco con la macchia gialla.

Gli effetti vanno molto al di là della musica e portano a tutto quel contorno che va dai testi, all'abbigliamento, all'atteggiamento sul palco e nella vita.

Ci fu molto di commerciale negli inizi dei Velvet Underground e fu dovuto soprattutto all'astuzia e al genio di Andy Warhol. Quell'aspetto rimarrà poi indelebile sul gruppo che avrà vita breve schiacciato fin dagli inizi tra una attitudine tutta artistica ed iconoclasta ed una attitudine da merce (pur di qualità).

Negli anni 70 il sound dei Velvet Underground sembrava rimanere rinchiuso in un ambito asfittico. In quegli anni esplode l'hard rock di Led Zeppelin, Deep Purple e Black Sabbath che, recuperano la lezione del blues sommergendola in un mare di chitarre distorte, riff e assoli. Dall'altra parte la psichedelia pura dei Pink Floyd diventa da un lato mainstream tutto commerciale (da Dark Side of the moon in poi), dall'altro lato evolve in un progressive gestito da grandi musicisti che tendono a trasformare il rock in musica sinfonica.

Dal 1977 ricambia tutto. Il punk spazza via tutte le tentazioni artistiche e riporta il tutto nell'ambito delle canzoni rapide ed immediate. Da lì riparte il percorso che vede di nuovo il riferimento spostarsi verso le sonorità dei Velvet Underground e degli Stooges. Tutto la musica indipendente di quegli anni (non solo di Stati Uniti e Inghilterra) sta lì.

Ogni volta che abbiamo ascoltato My Bloody Valentine, Dream Syndacate, Rem, Radiohead, Cure etc...abbiamo ascoltato l'eco di Black Angel's Death Songs. Tutte le nostre future feste sono scaturite da lì o dalla cattiveria più diretta e meno artistica di I wanna be your dog degli Stooges.

Per questo la morte di Lou Reed è qualcosa di più della morte di un rocker, ma è la morte di uno dei principali esponenti della nostra cultura nella seconda metà del novecento.

Roberto

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